Dall'azienda alla yoga terapia: il mio percorso
Diciassette, diciotto anni in ufficio e un tappetino sempre a portata di mano. Come una passione coltivata di sera è diventata, piano piano, il mio lavoro.
Ho cominciato a praticare yoga nel 2001. All’epoca non immaginavo che sarebbe diventato il mio lavoro: venivo da studi umanistici e passavo le giornate in azienda. Ci sono rimasta per diciassette, diciotto anni. Nel frattempo lo yoga restava lì, una passione che coltivavo con costanza, fuori dall’orario d’ufficio.
La scuola insegnanti
Nel 2013 ho deciso di iscrivermi alla scuola insegnanti. Sono stati tre anni, alla fine dei quali mi sono certificata. Ho cominciato dall’Hatha yoga, che è stata la mia base, e poi mi sono specializzata in yoga posturale: il corpo, l’allineamento, il modo in cui stiamo in piedi e ci muoviamo ogni giorno.
Per un po’ ho tenuto insieme le due vite: l’azienda di giorno, lo yoga quando potevo.
Il salto, nel 2018
Nel 2018 ho lasciato il mio lavoro a tempo indeterminato. Detta così sembra la frase di un film. Ho scelto di dedicarmi a questa strada come operatrice olistica, e di farlo per davvero, non più nei ritagli di tempo.
Da allora insegno in centri e associazioni di Firenze: lezioni, workshop e, sempre di più, percorsi individuali costruiti sulla persona che ho davanti.
Da insegnante a terapista
Di recente ho frequentato un master in yoga terapia. È stato un passaggio importante: dagli aspetti più fisici dello yoga a quelli più terapeutici, dalla figura di insegnante a quella di terapista.
Oggi gran parte del mio lavoro sono percorsi individuali su misura. Lavoro sulla postura e sui problemi muscolo-scheletrici, sulla disregolazione del sistema nervoso, sulla gestione di ansia e stress, sui disturbi intestinali, sui problemi endocrini, sul trauma, sullo yoga ormonale. Lo yoga terapia, per come la intendo io, accompagna e sostiene: affianca il parere medico, non lo sostituisce.
Quello che non è cambiato
Sono un’insegnante poco dogmatica, e lo sono sempre stata. Amo stare all’aperto, la street art, fare foto fuori casa; faccio balli popolari. E ho un lato rock che sembra essere in contraddizione con lo yoga, ma per me è libertà.
Poi c’è la scrittura, che mi piace moltissimo, soprattutto quando parla di yoga. Questo blog nasce da lì: un posto dove raccontare quello che succede sul tappetino e fuori.
Se ti va di fare un pezzo di strada insieme, scrivimi.